I misuratori dello spazio
Hugo Vitrani e Olivier Kosta-Théfaine

Nel suo libro Teoria della deriva (1956), Guy Debord invitava i lettori a ripensare il loro rapporto con lo spazio pubblico. Una riflessione sull’erranza che anima la storia dell’arte, dalle grotte rupestri ai tunnel della metro, dalle strade ai musei: l’arte traccia il suo percorso prendendo sentieri a volte pericolosi, illegali, marginali. A partire da una selezione di lavori di Olivier Kosta-Théfaine, attualmente borsista a Villa Medici, evocheranno insieme le opere di altri artisti plastici allo scopo di creare risonanze o confronti, da Brassaï a Sterling Ruby passando per Aline Bouvy: tutti artisti flâneurs che “esplorano l’intervallo”.

Hugo Vitrani (1987, vive e lavora a Parigi), curator-at-large al Palais de Tokyo, ha lanciato il Lasco Project (nel 2012) e lavorato alla prima mostra monografica di Florian e Michael Quistrebert (2016). È caporedattore ospite della rivista Palais #24 (Palais de Tokyo) sulle arti urbane. Dal 2010, realizza interviste filmate di artisti per Mediapart e collabora regolarmente con la rivista Beaux-Arts. Co-autore delle opere Chiaro Scuro (ed. Classic, Paris, 2015) e Underground doesn’t exist anymore (ed. Manuella, 2016), è membro del comitato consultivo della commessa pubblica del CNAP (2015-2018).